lunedì 25 giugno 2007

Il video dello spettacolo teatrale, un'occasione per fare "diretta TV " a scuola

Per il mestiere che faccio mi è capitato spesso, in genere a Giugno, come quest'anno, di ritrovarmi dietro una telecamera o a un mixer video per registrare una recita scolastica. Mi trovo quindi a fare tra me e me sempre le stesse considerazioni. Stavolta, grazie i potenti mezzi della rete :-) provo a condividerle. Come mia abitudine cerco di essere sintetico, anche perchè il blog ci dà la possibilità di approfondire.

In genere tutti ( attori, insegnanti, genitori... ) sono interessati al risultato e aspettano con ansia la cassetta, o, da un paio di anni, il DVD, ma quasi nessuno si è mai reso conto che la registrazione in sè può rappresentare un'eccellente occasione di "TV scolastica", altrettanto formativa, per i ragazzi che vi partecipano, di quanto lo è la recita per gli attori.

Sto parlando, per intenderci, di una squadra di registrazione "scolastica" che utilizzi la tecnica della "diretta TV" impegnando 3 cameraman, 3 assistenti, un addetto al mixer audio, uno al mixer video, un regista e un aiuto regista.
L'impegno, la concentrazione, il livello di collaborazione di un'attività come questa sono paragonabili a quelli di una partita di pallavolo.

Il riferimento alla pallavolo non è casuale, in quanto sotto molti aspetti la ripresa con la tecnica della "diretta TV" ( più telecamere collegate a un mixer) sta alla ripresa con una telecamera come una partita di pallavolo sta agli esercizi di corpo libero.

E' un lavoro, parlo per esperienza diretta, che ragazzi della terza superiore con un minimo di addestramento sono tranquillamente in grado di svolgere . ( Anche bambini di quinta elementare sono in grado di gestire una semplice regia video, ma nel caso specifico è difficile
pensare che possano mantenere la necessaria concentrazione per tutta la durata di uno spettacolo )

E' anche chiaro che non è un lavoro che si può improvvisare, vi sono tutta una serie di tecniche e accorgimenti che bisogna conoscere e che si possono apprendere solo per esperienza diretta, ma sono convinto che insegnanti motivati, che già abbiano già preso in mano una videocamera, possano apprendere tutto ciò che è necessario in un corso di dieci / quindici ore. ( all'argomento ho comunque dedicato un capitolo del manualetto "Fare audiovisivo nelle scuole " )

Ovviamente servono delle attrezzature. Il cuore del sistema è il mixer video, una macchina che oggigiorno costa dagli 800 euro in su. Servono poi almeno tre videocamere con stativo, che però in una maniera o nell'altra si possono recuperare, un paio di televisori e mixer audio e microfoni, che in genere a scuola ci sono, e qualcosa per registrare il programma, che può essere un VHS o un computer dotato di scheda di acquisizione video/analogica.

"... si... interessante e simpatico..." starete pensando in questo momento, "...ma perchè mai la scuola dovrebbe prendersi l'onere economico e organizzativo di fare una cosa del genere?"

La risposta è semplice: ormai la trasmissione culturale passa in buona parte attraverso l'audiovisivo.
La scuola semplicemente non può più permettersi di ignorare questa categoria di linguaggi o di trattarli come un oggetto di studio teorico, dal momento che ormai quasi tutti, nella nostra società, siamo potenziali produttori di messaggi audiovisivi.
E praticare un linguaggio è certo il modo migliore, se non l'unico, in realtà, per appropriarsene.

La ripresa dello spettacolo teatrale è stata una delle esperienze fondanti per la cultura televisiva ( basti pensare alle commedie di Eduardo, Govi e Baseggio mandate in onda dalla RAI a partire dall'inizio delle trasmissioni, nel 1954 ) in quanto ha permesso di trasferire nel nuovo linguaggio tutta l'esperienza di almeno 500 anni di tradizione teatrale.

Per questo, secondo me, vale la pena ripetere lo stesso percorso anche a scuola.

3 commenti:

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Paolo Beneventi ha detto...

Forte di una quasi trentennale esperienza, so bene che ci vogliono pochi minuti perché un bambino o un ragazzo incomincino a fare il video o il teatro da protagonisti. Cioè, perché partendo dalla propria esperienza inizino a esplorare quei tipi di comunicazione, secondo la propria natura, in autonomia. (mi faccio anch'io un po' di pubblicità, vedi: Paolo Beneventi – David Conati, Nuova Guida di Animazione Teatrale, ed. Sonda)
Verifico anche ogni giorno però che questi pochi minuti evidentemente, nel corso di molti anni di scuola, spesso non vengono mai, e così capita che in un'ora di video di ragazzi di 15 anni non riesci a trovare 10 secondi di fila di riprese guardabili, oppure assisti sul palco nelle feste di fine anno a esibizioni patetiche di marmocchi che si affannano a imitare maldestramente i modelli televisivi adulti. In altre parole: assoluti analfabeti! Ma nessuno ha il coraggio di dirlo, perché si tratta per definizione di una generazione “televisiva”, oppure perché in teatro, qualunque cosa accada, comunque i genitori applaudono.

Facciamo che siamo in presenza di una di quelle rare situazioni in cui sul palco non ci si va solo per far piacere ai genitori, e che quindi valga la pena di andarci, e anche di documentare il tutto con un bel video.
Approvo la proposta di Spartaco, e le motivazioni che ci stanno dietro, ma il problema sono gli insegnanti, il 90% dei quali non solo non sanno come funziona un registratore audio o una macchina fotografica, ma orgogliosamente si rifiutano di farselo spiegare.
Se si parla di mixer e di regia in diretta, facciamo un discorso professionale che rischia quindi subito di tagliare fuori un sacco di gente.
Una alternativa che difficilmente ammette invece defezioni, è il suggerimento di usare contemporaneamente 3 telecamere (ma a questo punto anche di più, perché no?), riservandosi il montaggio in un secondo momento. Questo significa chiaramente del lavoro in più (non tantissimo, tutto sommato) ma soprattutto la possibilità per tutti di capire di che lavoro si tratta, dopo aver rivisto insieme lo spettacolo dai diversi punti di vista. Ci saranno riprese generali (macchina su cavalletto, anche ferma, chiunque può farlo), riprese ravvicinate (sempre su cavalletto, basta dire di non esagerare con gli zoom) e altre ancora libere, da punti di vista insoliti (qualcuna di buono verrà, statisticamente!) Ci sarà qualche problema di omogeneità del sonoro ma – a meno che non vogliamo fare magie al montaggio – qualche sbavatura credo ce la possiamo concedere.
Data la cultura “latente” che tutti, bambini ragazzi e adulti generalmente possediamo, in quando consumatori TV, non solo se ne esce quasi sicuramente con un ottimo prodotto da distribuire ai genitori, ma anche con una ottima consapevolezza di quello che è stato fatto, anche se materialmente il montaggio lo ha poi eseguito un esperto. In pratica, progettare prima le riprese e soprattutto analizzare poi il girato del proprio spettacolo vale come un ottimo “corso” di video, per i bambini, i ragazzi, gli insegnanti, eventualmente anche i genitori e i bidelli! E la volta successiva, se ci avvarremo di un “professionista” , non sarà per farci spiegare per l'ennesima volta come funzionano le cose, ma probabilmente per mettere ordine in un sacco di idee nuove, originali, nostre.

spartaco vitiello ha detto...

Paolo è una persona molto simpatica ed ha, come animatore, un curriculum
di tutto rispetto. Sul suo sito www.paolobeneventi.it ( oltre che nel suo libro! )ci sono delle cose veramente interessanti.
Devo però contestare la sua opinione che una regia video sia una cosa "troppo professionale".
Allo stato attuale delle cose, dal punto di vista meramente tecnico
allestire una regia "scolastica" non è più complicato che collegare un computer a tutte le sue periferiche, un'operazione che può fare chiunque sia in grado di collegare una videocamera ad un televisore.
Quando, nel '99 / 2000, abbiamo realizzato i telegiornali del liceo Curiel a Padova, dopo un paio di incontri i ragazzi eseguivano autonomamente tutti i collegamenti.
L'enorme vantaggio della regia è che il "montaggio" avviene contemporaneamente alle riprese e tutti i membri della squadra possono immediatamente vedere l'effetto del loro contributo sul lavoro collettivo.

Se proprio il mixer video non c'è si può, come suggerisce Paolo, fare una ripresa con più telecamere e poi montarla (lavoro non indifferente, soprattutto se non si dispone di un programma di editing multitraccia ). Il costo di un mixer video, come ho già detto, parte da 800 euro, non sono pochissimi, ma, rispetto al servizio che può rendere, li vale sicuramente tutti. Ovviamente deve essere utilizzato con cognizione.

Che poi per i più svariati motivi alcuni insegnanti non abbiano molta voglia di imparare cose nuove è aimè una realtà con la quale ci scontriamo sempre, ma ci sono anche molte persone che apprendono con enusiamo e ottimi risultati, come le insegnanti di Gragnano che hanno prodotto "il Bullismo è Ko" che si può trovare su http://videoascuola.blogspot.com/